sabato, 26 Novembre 2022

Luogo

Frosinone
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Data

18 Giugno 2018

Ora

20:00 - 22:00

Costo

Gratuito

Festeggiamenti dei Santi Patrono Silverio e Orsmida – Concerto Coro Polifonico Frosinone

Lunedì 18 Giugno 2018, a Frosinone, presso la cattedrale di Santa Maria alle ore 20,00, nell’ambito dei Festeggiamenti dei Santi Patrono Silverio e Orsmida, è in programma il Concerto del Coro Polifonico Città di Frosinone, diretto dal M° Alberto Giuliani.

Le origini dei Santi Silverio e Orsmida

Intorno all’anno 480, nella città di Frosinone, viveva una coppia di giovani sposi che, sebbene vivessero in un periodo di decadenza e di barbarie, versavano in una condizione di relativa agiatezza. Si chiamavano rispettivamente Ormisda e Caria di Capua e in quel periodo, dalla loro unione, nacque il loro unico figlio: Celico Silverio. Della sua infanzia si sa solo che dovette separarsi ben presto dall’affetto materno e che, in seguito a quella prematura scomparsa, si trasferì a Roma insieme con il padre, Ormisda.

Papa Ormisda

Papa Ormisda

Quest’ultimo trovò conforto presso i chierici della Chiesa romana, divenne diacono di Papa Simmaco e venne eletto a sua volta Papa il giorno dopo la morte del suo predecessore. Era il 20 Luglio del 514. Fino a quel giorno Silverio aveva ricevuto dal padre un’educazione seria e cristiana e seguì le sue orme divenendo suddiacono. Ormisda fu un grande Papa. Egli governò la Chiesa di Roma nel periodo in cui in Italia regnava Teodorico, re dei Goti, e in Oriente Anastasio, imperatore bizantino. Nonostante quella situazione riuscì, durante i suoi nove anni di pontificato, a ricucire lo scisma all’interno della Chiesa in Italia, sottoscrisse una formula teologica con Giustiniano durante il concilio di Costantinopoli, passata alla storia come “formula Ormisda”, con la quale ribadì l’autorità del Papa e bandì tutte le eresie imperversanti. Restituì ai loro Ministeri i vescovi cattolici cacciati dall’Africa e confinati in Sardegna dai Vandali e debellò una schiera di monaci sciiti che, giunti a Roma, pubblicizzavano una “formula magica” che avrebbe, a loro detta, dovuto risolvere ogni controversia cristologica in quei tempi difficili. Era quindi naturale che con cotanto padre, il giovane Silverio fosse stimato ed amato. D’altro canto egli nutriva un grande amore ed un profondo rispetto verso il genitore tanto che, alla morte di quest’ultimo, compose un’iscrizione funebre di altissimo valore storico: l’UNICO documento letterario lasciato da Silverio, che testimonia l’attività di Sant’Ormisda e che allo stesso tempo svela il sentimento che il nostro Santo Patrono nutriva verso suo padre.

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